Dartagnan e Jessica: la storia di un gatto anziano e diabetico che è tornato a vivere

Jessica, che sarebbe la mia cliente “umana” è stata così brava da scrivermi una testimonianza dal punto di vista del suo bellissimo Dartagnan, un gatto dolcissimo che ho aiutato con la mia consulenza.

E’ stato fatto un lungo lavoro di gestione delle emozioni, cambio dieta e una riorganizzazione ambientale per rendere la casa più a misura di micio (anche considerando l’età venerabile di Dartagnan).

Siccome la testimonianza è dolcissima e simpatica (e anche commovente, occhio a chi come me ha la lacrima facile) l’ho lasciata così com’è senza fare tagli. Eccola qui in versione integrale:

Ciao,

mi chiamo Dartagnan. Sono un meraviglioso gatto siamesoide, di 18 anni, con un pelo morbido e folto, occhi intensi azzurri, peso 5 kg e ho il diabete.

Dicono che sono un adorabile anzianotto, io preferisco definirmi diversamente giovane. Sono stupendamente in forma: gioco, salgo le scale per andare al secondo piano, sulle sedie, sul tavolo…anche sulla ringhiera del balcone, solo che per questa faccio fatica perché, diciamo che è un po’ alta e la mia agilità ammetto è un po’ compromessa. E qui mi arrendo, dopo l’ultima volta che ci ho provato, se non era per mio fratello sarei volato giù e sinceramente dopo l’esperienza che ho avuto da giovane preferisco evitarlo. E già…avevo circa 8 mesi sono volato giù dal 4 piano e mi sono fratturato un femore e mi sono beccato un pneumotorace, che a momenti ci lascio il pelo. Ricovero, operazione, ma soprattutto senza la mia mamma, un incubo in sostanza che non vorrei rivivere. Anche se, ammetto ho un caratterino, l’ho rifatto ma dalla finestra, e ci ho rimesso due spine iliache fratturate e i capelli bianchi dalla paura alla mamma…ma cosa ci posso fare se mi piacciono gli uccelli?? Cammino un po’ “sbilenco” e oggi un po’ di dolorini con il freddo e i cambi di tempo, però ragazzi me la sono goduta da giovane…ero un po’ matto, anche oggi però mi difendo bene e non faccio mancare coccoloni alla mia mamma, quella santa donna dolcissima di 44 anni. Poi ho un fratello di 14 anni compagno di giochi e coccole da quando è nato è stato amore puro.

Avevo anche un fratello felino, Birra, che però un giorno è uscito e non è più tornato. avevo 10 anni. E’ stato un brutto colpo, e ancora oggi mi manca molto.

Meno male che ho mamma e fratello che non mi fanno mai mancare niente. Mi riempiono di coccole e amore, però la vita in alcuni momenti ci mette a dura prova.

La mamma ha cominciato ad avere problemi di lavoro e personali, diciamo una decina di anni fa..fino a perdere compagno e lavoro.

Io cercavo di stargli vicino, ma la sentivo distante, infelice e molto tesa. Piangeva spesso quando mio fratello non la vedeva, ma io sentivo tutto, percepivo il suo dolore, però mi mancava la mia dolce e affettuosa mamma. Non aveva più tempo per me…non ne aveva più per nessuno. abbiamo traslocato tre volte e la situazione si faceva sempre più difficile, fino a perdere il lavoro,  e la mia mamma sempre più distante. Meno male che c’era almeno mio fratello.

Poi ho cominciato ad ammalarmi. Ero spesso solo e depresso. Mi mancava il mio giardino della vecchia casa, Birra e la mia mamma, che ormai ero per lei invisibile. Ho cominciato a soffrire di dissenteria ogni volta che mangiavo, con dolori alla pancia indescrivibili. Mangiare sempre meno (cosa che amavo di più al mondo). Avevo dolori addominale, mangiavo pochissimo e andavo in dissenteria.

Finalmente la mamma si è accorta che stavo male. Inizialmente pensava fossero capricci e solo voglia di attirare attenzioni, e il risultato era che la rendevo solo ancora di più nervosa. Mi portò dal veterinario. Era gennaio 2018, diagnosi gastroenterite, con pancreatite acuta. Mi curano con farmaci e cibi apposta. Ricomincio a mangiare un po’, sembro migliorare, però ancora dissenteria e dolori addominali, pipì a ettolitri ovunque, non riuscivo a trattenerla, bevevo anche tanto, e mi sentivo  morire fino a un nuovo tracollo. Smetto di nuovo di mangiare, arrivo a pesare 2,8 kg  e non mi alzo più dal divano, quando ho provato le gambe hanno ceduto e sono caduto. La mamma spaventatissima mi porta dal veterinario. Diagnosi lapidare…DIABETE.

Giugno 2018…La mamma non la prese bene da biologa sapeva cosa saremmo andati incontro..

I primi mesi, che i veterinari chiamano di assestamento, dieta strettissima con cibo a posta per i diabetici e insulina mattina e sera, a orari rigorosissimi a tentativi e controlli dal veterinario. Ma cosi non miglioravo anzi, il diabete era sempre più alto e la mamma sempre più disperata. Nel frattempo aveva trovato un lavoretto che la portava a stare fuori di casa tutto il giorno e mio fratello era in vacanza.

Una notte ho pensato, ecco ci siamo è arrivata la mia fine. Rantolavo e mi sono messo dietro la lavatrice in attesa della fine. La mamma non si arrese voleva assolutamente e disperatamente che vivessi. Solo che era di sabato notte e di domenica mattina non sapeva dove potermi portare. E’ stata la notte più lunga per tutti e due. Nessun veterinario del team che mi aveva curato aveva dato il numero di cellulare. La mamma era disperata, angosciata, nell’ultimo mese aveva perso anche lei peso dalla preoccupazione e io percepivo la sua angoscia. Non poteva portarmi ad un pronto soccorso veterinario, perché non sapevano della mia storia clinica e la mamma non aveva soldi per poter pagare un ricovero.

Ecco che si ricorda del numero di telefono dato dall’unico veterinario con il quale la mamma si trovasse bene, disponibile rispetto agli altri e gentile, comprensivo. L’aveva chiesto perché ne avrebbe potuto avere bisogno nel momento in cui si sarebbe dovuta assentare da casa anche per qualche giorno.

 

Ed ecco che Kya, la mia zia, entra nelle nostre vite.

La mamma la chiama disperata nella speranza di avere un aiuto in quel momento. Lei le da il numero del dottore carino che, a dispetto degli altri si è reso disponibile a dare il suo numero di cellulare, dice di andare nello studio dove lavora lui la domenica mattina per le urgenze. Meno male era vicino casa. Nel frattempo la mamma si accorda con Kya nel raggiungerci nel pomeriggio per definire un piano per la mia rinascita. Nonostante il periodo estivo (luglio) e Kya veramente piena riesce a trovare un buco per venire a incontrarmi.

il Dottore carino mi salva…mi fa una terapia e mi abbassa il diabete. La mamma riesce a pagare la cifra onesta che gli viene chiesta.

Torno a casa e riesco a magiare un po’ di omogeneizzato, alla faccia di quel cibo immangiabile per i diabetici di cui ne ero stufo! Ne potevo mangiare solo e quando lo avevano stabilito i veterinari, e faceva pure schifo. Insomma dopo che mi avevano tolto anche l’ultimo piacere non aveva più senso la mia vita.

Ed ecco arrivare Kya.

Quando è entrata dalla porta capii che un angelo era arrivato a posta per salvarmi.

Parlò con la mamma, mi fece le coccole e mi piacque da subito.

Gli disse di buttare tutto il cibo spazzatura che mi avevano rifilato e di provare con della carne cruda. Aveva giusto della carne trita in frigo e me lo da. Ho visto il paradiso! Non mi sembrava vero finalmente cibo vero!. Questo fu solo l’inizio della mia rinascita. Kya salutò la mamma tranquillizzandola che sarebbe andato tutto bene. La mamma l’abbraccio commossa e si senti subito meglio, soprattutto non si senti più sola e abbandonata. Sentii anche io già la differenza dello stato d’animo della mamma, si stava rilassando, ma soprattutto si sentiva più sicura, c’era un angelo.

Beh Kya ci fece un piano per migliorare la mia condizione, sia fisica che morale. e si perché tutto inizio da quando mi sentii abbandonare dalla mia famiglia. Aiutò ad educare la mamma a capirmi, a sentire e interpretare i miei segnali, a migliorare le condizioni della casa per trasformarla più a modo felino. E cosa più importante gli insegno a come farmi mangiare in modo corretto. Introdusse la dieta di solo crudo (che da biologa la mamma ne capì subito i benefici e il senso). Insegnò alla mamma quali carni e porzioni farmi mangiare. La aiutò a sistemare casa in modo da rendermela confortevole. Creare dei posti dove io potessi accedere senza sforzi e trovarli confortevoli come tane, dell’erba sempre fresca a portata di zampa..sassolini profumati e finalmente potevo accedere al balcone e godere del sole. Anche perché ormai non saltavo più (purtroppo la mamma per paura che io cadessi me ne privava l’accesso provocandomi un grosso stress). Il diabete purtroppo inizialmente fece disperare la mamma. Se voleva che mi stabilizzarsi doveva controllarmi il diabete più o meno 4 colte al giorno e fare la dose di insulina adatta, e non come inizialmente avevano impostato i veterinari. La mamma si procurò la macchinetta, le siringhe adatte e l’insulina e di tanta pazienta.

 

Kya era sempre disponibile. La mamma la chiamava anche di notte quando non riusciva a misurarmi l’insulina. Dormiva sul pavimento accanto a me o sul divano con il cellulare e Kya sempre a disposizione. Ogni volta che stavo male, perché la glicemia era alle stelle o andavo in ipoglicemia, c’era sempre Kya pronta a rispondere a passare per rassicurarci che stavamo andando bene. Insegno alla mamma di stare calma e trasmettermi solo fiducia.

E così andò,

La mamma divenne la migliore del mondo! Non mi lasciò mai, visse solo per me tutta l’estate con la presenza costante di Kya. Fece i salti mortali per incastrare i lavoretti che aveva trovato estivi e kya passava di casa (nonostante nel periodo estivo usciva di casa alle 4 del mattino e andava a dormire a mezzanotte) per darmi una controllata, le coccole, il cibo e il controllo glicemico, quando la mamma non poteva. La mamma iusciva sempre a trovare i soldi per tutto quello che mi serviva. Imparò anche mio fratello a gestire il mio problemino quando tornò dalle vacanze, ancora fa fatica a fermi la puntura ma sta imparando.

Come ho scritto nella presentazione iniziale adesso sto da dio! Sono una tigre.

Grazie all’amore incondizionato della mamma e il mio angelo Kya sono un gatto che ha recuperato dieci anni…ho i miei acciacchi ma esco anche con il collare per delle passeggiate quando il tempo lo permette, con la mamme e mio fratello. Non mi lasciano mai solo troppo tempo, mi riempiono d’amore e di attenzione e Kya passa quando ne la mamma ne mio fratelllo riescono ad esserci per troppo tempo. Ma soprattutto mangio! Ho ritrovato il piacere di mangiare, tutto rigorosamente crudo e mi piace da morire! Questo mi ha permesso di recuperare agilità, pelo folto e buon umore.

La mamma ha trovato un lavoro ed è serena e felice e questo mi fa stare ancora meglio.

Ogni tanto faccio ancora le bizze, ma che ci vuoi fare mi stresso facilmente e si il mio diabete è molto psicosomatico. Però grazie alla dieta di solo crudo e alla tenacia della mamma che non si è mai arresa e alla presenza costante di mio fratello e insostituibile di Kya oggi sono un gatto che si gode la sua “vecchiaia”.

Grazie Kya, da Dartagnan dalla mamma e da mio fratello.

Da un gatto felice

Dartagnan e Jessica Provenzano (08/02/2019, Limbiate, Monza e Brianza)